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Radioattività : i dati obiettivi |
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Per quanto riguarda il rischio di presenza di minerali radioattivi (uranio) oppure di radon, le zone geologiche interessate sono principalmente gli gneiss ed i micascisti, in particolar modo quelli del massiccio di Ambin. Sulla base di quanto oggi noto, questo rischio è ritenuto marginale : a questo proposito è importante ricordare che nè durante le numerose analisi effettuate sulle carote di rocce provenienti dai sondaggi, nè nello studio dei livelli di radioattività gamma naturale misurati nei terreni (50 km di lineare), nè nello scavo dei tunnel idroelettrici e stradali nelle vicinanze sono stati rivelati valori di radioattività superiori ai valori medi. Tuttavia, è stato deciso di instaurare una procedura di protezione ed un sistema di monitoraggio continuo. Misurazioni periodiche dei livelli di radioattività saranno effettuate in diversi punti sia per quanto riguarda l’uranio (fronte d’avanzamento e parte retrostante, imbocchi di discenderia o di cunicolo, nastri trasportatori) sia per il radon (fronte d’avanzamento e bocche d’aerazione aspiranti). Per quanto riguarda il radon, questo gas potrebbe, durante lo scavo, trovarsi in soluzione nell’acqua o in emissione nell’aria. A oggi, le misure rilevate (su campioni di rocce e d’acqua) mostrano livelli estremamente deboli. Peraltro, dalle carateristiche di durata dell’attività radioattiva del radon, segue che il radon creato ad un dato istante sparisca quasi completamente entro 30 giorni. Questa breve durata costituisce un fattore limitante naturale riguardo al rischio di accumulo del radon. Peraltro, per diluire il gas, sono previsti sistemi di ventilazione appositi oltre ad impianti di trattamento delle acque a livello delle zone di cantiere situate all’imbocco dei tunnel.
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