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La parte comune italo-francese
  Materiale di risulta

Lyon Turin Ferroviaire ha avviato un processo quanto più possibile rispettoso dell’ambiente e in linea con le più recenti esperienze in materia per la gestione dei milioni di m3 di materiali di scavo che saranno generati dai cantieri sui due versanti delle Alpi.


Questo materiale di scavo è già estratto dai cantieri in corso – le discenderie e le gallerie di ricognizione – e successivamente deriverà dai lavori del tunnel di base (tunnel sotto il massicio di Ambin, di oltre 50 km) e dei degli altri tunnel della sezione transfrontaliera.

Per il futuro tunnel di base, dei più di 14 milioni di m3 generati complessivamente, quasi il 40% potrà essere riciclato: poco meno di un quarto sarà riutilizzato dopo essere stato reso inerte, nella produzione del calcestruzzo destinato al rivestimento dell’opera e circa il 15%  sarà impiegato per la realizzazione di rinterri e di ripristini paesaggistici. Il resto sarà depositato in diversi siti, quali vecchie cave in disuso da riqualificare. Questo tipo di soluzione permetterà in particolare di evitare l’acquisizione di materiale da altre cave e conseguamente di limitare il trasporto dello stesso via strada.

 
© C Aguettaz

 


Il materiale di scavo proveniente dai cantieri in corso

Diversi siti sono già utilizzati sul territorio francese per depositare il materiale proveniente sia dagli attuali cantieri delle discenderie (Saint-Martin-la-Porte, La Praz, Villarodin-Bourget/Modane) sia da quelli dei futuri cunicoli esplorativi. Il materiale di risulta così prodotto sarà di circa 1,4 milioni di m3.


Il materiale di scavo proveniente dai cantieri del futuro tunnel d’Ambin (tunnel di base)

Il tunnel di base, per il quale l’inizio dello scavo è stato programmato entro la fine del 2013, produrrà più di 14 milioni di m3 di materiali provenienti dallo scavo del tunnel e dalle opere accessorie (stazione sotterranea di sicurezza ed aree di intervento situate in fondo alle discenderie).

Questi materiali potranno essere trasformati in inerti per calcestruzzo o recuperati per la realizzazione di rinterri e di ripristini paesaggistici (1,9 milioni di m3 saranno così riutilizzati per l’attraversamento di Saint- Jean-de-Maurienne).
Per quanto riguardo i materiali non riciclati, essi saranno depositati in diversi siti, per esempio delle cave in disuso.  Alcuni di questi siti potranno essere oggetto di operazioni di ripristino ambientale. La concertazione con le autorità e con gli enti locali ha permesso di determinare diversi siti  di deposito nella valle della Maurienne : les Resses, Plan d'Arc, les Tierces e la vecchia cava del Paradis.

Lo schema di trasporto adottato per il materiale di scavo minimizzerà l'uso dei camion, in favore dei nastri trasportatori coperti seguendo tracciati che permettono di evitare i siti urbani.
L’obiettivo è quello di limitare così la dispersione di polveri, il rumore, le ripercussioni sul traffico stradale locale e l’emissione di gas di scarico.


Sito di la Porte

Attuale


 Fotosimulazione dell'intervento sul sito

 

Impianto di trattamento dei materiali (ITM)

Un primo impianto di trattamento dei materiali, attivato nell’ambito del cantiere ricognitivo di Villarodin-Bourget/Modane, ha permesso di sperimentare e di adattare i metodi di frantumazione a seconda dei diversi tipi di materiali incontrati durante lo scavo delle discenderie, di fornire gli inerti per la fabbricazione del calcestruzzo e di ottimizzarne la qualità per i cantieri di ricognizione francesi.


Impianto di trattamento dei materiali delle discenderie di Villarodin-Bourget/Modane (2002-2007)


Schema di funzionamento dell'impianto di trattamento dei materiali
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