|
Da est a ovest, 8 grandi zone geologiche dalle caratteristiche complesse.
|
Per meglio conoscere i tipi di rocce che le squadre di scavo dovranno affrontare e valutare quindi il metodo di scavo più efficace, i geologi della Lyon Turin Ferroviaire hanno studiato accuratamente i futuri passaggi in tunnel della parte comune italo-francese.
Il tunnel attraversa le Alpi da ovest a est: sul tracciato sono state evidenziate 8 grandi zone geologiche, i cui limiti non sono chiaramente definiti, poiché sono stati rilevati numerosi sconvolgimenti geologici (in 100 milioni di anni si sono verificati molti fenomeni che spiegano la complessa geologia delle Alpi). In una stessa zona possono esserci dei settori più piccoli all’interno dei quali si trovano dei veri e propri grovigli di rocce.
1. Una prima zona, dal lato francese, è costituita dal “territorio esterno”, che a St Julien Montdenis presenta un cono di deiezione composto da materiali mobili e molto eterogenei. Ciò richiederà dei lavori di consolidamento al momento del primo scavo, che sarà effettato con pala meccanica.
2. La seconda grande zona geologica è quella sub-briançonnaise. È costituita da grandi pieghe con rocce principalmente carbonatiche, calcare, marna e dolomite, che si contraddistinguono per la durezza. L’eventuale presenza di tasche di acqua genererà sollecitazioni tecniche per l’evacuazione dell’acqua.
3. In seguito, l’ampia zona Briançonnaise. Su 13 chilometri, la zona si divide in settori distinti. Tuttavia, una delle sue caratteristiche è la presenza del carbone, che implica anche l’eventuale presenza di grisou, con possibli rischi di esplosione. L’arenaria, altresì presente, è meno dura della zona precedente, ma è più abrasiva. In questa parte del tracciato, le squadre organizzeranno scavi con esplosione ed utilizzeranno traforatrici.
4. Segue la zona silicea del Briançonnais, che si estende per circa 10 km. Questo settore è costituito da 2 tipi di rocce, la quarzite, roccia dura e abrasiva, e il micascisto, più facile da lavorare. Questi due tipi di terreno sono a volte separati da falde contenenti acqua.
L'uso combinato di traforatrice ed esplosivo sarà utilizatto fino alla discenderia di Villarodin-Bourget/Modane, da dove lo scavo verso l'italia potrà essere effettuato solo con traforatrice.
5. Successivamente, al 30° km del tracciato, inizia una zona che presenta una difficoltà: il superamento dell’Arc in profondità nel settore di Avrieux. Questa zona è caratterizzata dalla presenza in superficie di scisti lucide, una copertura che contrasta con le rocce incontrate in profondità, vale a dire dure, come le dolomiti e le calcaree, che si alternano a rocce più tenere, le anidriti.
6. Zona del massiccio d’Ambin: si tratta della zona più in profondità, dove le squadre si troveranno anche a 2500 m sotto la superficie della montagna, in un ambiente con una temperatura estremamente elevata che potrà raggiungere anche i 50°.
7. La zona piemontese è situata nell’ultima parte del tunnel di base nelle valle di Susa. Costituita da calcescisti e da rocce di scarsa qualità, questa zona imporrà di nuovo l’utilizzo di scavo con esplosivo.

> Zoom